Dolore, rabbia, vuoto: cosa succede dopo la perdita di una persona cara e quando è utile un sostegno.
Di Dott.ssa Caterina Bordoni, psicologa iscritta all'Ordine degli Psicologi della Toscana (n. 8685) · Pubblicato e rivisto il · Prossima revisione: aprile 2027

In breve: Il lutto non segue una scaletta uguale per tutti: il dolore può andare e venire per mesi o anni, con rabbia, senso di colpa, vuoto e momenti di serenità. È una risposta naturale a una perdita. Un sostegno psicologico è utile quando il dolore resta bloccato o rende impossibile andare avanti.
Quando se ne va una persona cara, il mondo sembra diverso. Si prova dolore, a volte rabbia, a volte nulla. C'è chi si sente in colpa, chi non riesce a piangere, chi vive come se nulla fosse successo. Sono tutte reazioni possibili al lutto.
Il lutto è il processo con cui reagiamo a una perdita significativa, di solito la morte di una persona amata, ma può riguardare anche separazioni, la fine di una relazione o la perdita di un progetto di vita. È una risposta naturale e non una malattia: serve a dare posto alla mancanza e a trovare un nuovo modo di vivere senza ciò che si è perso.
Si parla spesso di cinque fasi: negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione. Questo schema, introdotto in origine per descrivere il vissuto di persone malate in fase terminale, è stato poi applicato al lutto in generale. Va preso come una mappa e non come una tabella di marcia: le fasi non si susseguono in ordine, possono ripresentarsi, sovrapporsi, e non tutti le vivono.
Non esiste un tempo giusto. Nei primi mesi il dolore è spesso molto intenso; con il tempo cambia forma, diventa meno continuo, riemerge a volte in occasione di ricorrenze o ricordi. Per molte persone il lutto si attenua nel giro di uno o due anni, ma ciò non significa che la persona sia stata "dimenticata": si impara a portare la mancanza in un altro modo.
Può essere utile rivolgersi a una psicologa se, dopo molti mesi, il dolore resta immutato e non permette di tornare alle attività quotidiane, se il senso di colpa o la rabbia diventano ossessivi, se si pensa di non riuscire ad andare avanti o di raggiungere il defunto. In presenza di pensieri di farsi del male, chiama subito il 112 o Telefono Amico Italia al 02 2327 2327.
Nel lavoro sul lutto non ti dico quando o come "dovresti stare meglio". Offro uno spazio in cui la perdita può essere raccontata con le tue parole, anche quelle più difficili, perché ciò che trova parola si può elaborare. L'obiettivo non è dimenticare, ma ritrovare una possibilità di vivere senza che la perdita occupi tutto lo spazio.
Ricevo nello studio di Massa, in Viale Democrazia 19 B, e online in videochiamata per chi vive a Carrara, in Versilia, a Sarzana, in Lunigiana o preferisce parlare da casa. Il primo colloquio dura circa 50 minuti ed è uno spazio per raccontare la tua situazione e capire insieme se e come proseguire, senza impegno.
Per approfondire la pagina sul sostegno nell'elaborazione del lutto, e le guide su tristezza e solitudine e depressione.
Il modello più noto indica negazione, rabbia, contrattazione, tristezza profonda e accettazione. Non sono tappe obbligate né lineari: ognuno vive il lutto in modo personale.
Non c'è un tempo uguale per tutti. Il dolore più intenso è frequente nei primi mesi e poi cambia forma; per molte persone si attenua nell'arco di uno o due anni.
Quando il dolore resta bloccato, impedisce di vivere le giornate, si accompagna a colpa o rabbia ossessive o a pensieri di non farcela.
Per approfondire, alcune fonti istituzionali:
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una valutazione clinica o il parere del medico.
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