Sentirsi tristi, soli o svuotati: come distinguere un momento difficile da un malessere che ha bisogno di ascolto.
Di Dott.ssa Caterina Bordoni, psicologa iscritta all'Ordine degli Psicologi della Toscana (n. 8685) · Pubblicato e rivisto il · Prossima revisione: aprile 2027

In breve: Tristezza e solitudine sono emozioni umane e a volte hanno una buona ragione. Meritano attenzione quando durano a lungo, tolgono interesse per ciò che prima contava o rendono difficile la vita quotidiana. Parlarne è un primo passo importante. In caso di pensieri di farsi del male, contatta subito il 112 o il pronto soccorso.
Ci sono giornate in cui si è tristi senza saper dire perché, e altre in cui ci si sente soli anche in mezzo agli altri. Sono esperienze che quasi tutti conoscono. Il punto non è eliminarle, ma capire che cosa ci stanno dicendo e quando è il momento di non restare soli con esse.
La tristezza ci accompagna dopo una perdita, una delusione, un cambiamento. Ha una funzione: ci rallenta, ci fa guardare dentro, ci segnala che qualcosa conta per noi. Di solito si attenua col tempo e permette di riprendere la vita di prima, magari con un poco di consapevolezza in più.
Diventa un segnale da non trascurare quando:
In questi casi può trattarsi di una depressione. Ne parlo nella pagina dedicata alla cura della depressione.
Stare da soli può essere una scelta, anche piacevole. Sentirsi soli è diverso: è la percezione di non essere visti, capiti o raggiunti dagli altri, e può capitare anche in mezzo alla gente, in famiglia, in coppia. La solitudine emotiva può nascere dopo un lutto, una separazione, un trasferimento, un periodo di isolamento, ma anche da una lunga abitudine a non chiedere e a cavarsela da soli.
Quando si sta male, spesso ci si ritira: si risponde meno ai messaggi, si evitano gli incontri, ci si convince di essere di peso. L'isolamento però alimenta la tristezza, e la tristezza spinge a isolarsi ancora di più. Spezzare il circolo anche con un piccolo gesto, una telefonata, una passeggiata con qualcuno, è già un passo importante.
Importante: Se in questo momento hai pensieri di farti del male, non aspettare un appuntamento: chiama il 112, vai al pronto soccorso o contatta Telefono Amico Italia al 02 2327 2327 (attivo ogni giorno dalle 9 alle 24).
Uno spazio protetto, fuori da giudizi e da aspettative, permette di dire ciò che con amici e familiari non si riesce a dire. Nel mio lavoro non ti chiedo di "tirarti su": ascolto la tua storia, le parole con cui descrivi il malessere e i momenti in cui si accende, per capire che cosa sta cercando di dirti.
Ricevo nello studio di Massa, in Viale Democrazia 19 B, e online in videochiamata per chi vive a Carrara, in Versilia, a Sarzana, in Lunigiana o preferisce parlare da casa. Il primo colloquio dura circa 50 minuti ed è uno spazio per raccontare la tua situazione e capire insieme se e come proseguire, senza impegno.
Per approfondire: ansia e depressione insieme, elaborazione del lutto e quando andare dallo psicologo.
La tristezza è legata a un evento e si attenua. Si parla di possibile depressione quando l'abbattimento dura quasi ogni giorno per almeno due settimane e interferisce con la vita quotidiana. Una valutazione va fatta con un professionista.
Sentirsi soli non dipende dal numero di persone intorno, ma dalla sensazione di non essere visti o capiti. Può nascere da perdite, cambiamenti o da una lunga abitudine a cavarsela da soli.
Quando dura da più di due settimane, ti toglie interesse per le cose o rende difficile la quotidianità. Non serve aspettare di stare molto male.
Per approfondire, alcune fonti istituzionali:
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una valutazione clinica o il parere del medico.
Prenota un primo colloquio in studio a Massa o in videochiamata.