Il corpo, i pensieri e i comportamenti: i segnali dell'ansia e il momento in cui conviene parlarne con qualcuno.
Di Dott.ssa Caterina Bordoni, psicologa iscritta all'Ordine degli Psicologi della Toscana (n. 8685) · Pubblicato e rivisto il · Prossima revisione: aprile 2027

In breve: L'ansia si manifesta con sintomi fisici (cuore accelerato, tensione, respiro corto), emotivi (preoccupazione, irritabilità) e comportamentali (evitamento). Un po' di ansia è normale; diventa un problema quando dura da settimane, ti toglie energie o ti fa rinunciare a cose importanti. Se i sintomi fisici sono nuovi o intensi, è bene escludere cause mediche con il medico di base.
Il cuore che accelera prima di un colloquio, lo stomaco chiuso alla vigilia di un esame, i pensieri che girano a vuoto la sera: tutti conosciamo l'ansia. Il punto è capire quando è una reazione normale e quando diventa un disagio che merita attenzione.
L'ansia è una risposta di allerta del nostro organismo davanti a qualcosa che percepiamo come una minaccia o una sfida. In piccole dosi è utile: ci tiene attenti, ci spinge a prepararci. Si parla di ansia problematica quando l'allarme scatta troppo spesso, resta acceso anche senza un pericolo reale e comincia a condizionare la giornata.
Spesso l'ansia si fa sentire prima di tutto nel corpo, ed è per questo che molte persone pensano di avere un problema fisico. I segnali più comuni sono:
L'ansia cambia anche ciò che facciamo. Si tende a evitare situazioni che mettono a disagio, a rimandare, a chiedere continue rassicurazioni, a controllare più volte le stesse cose. L'evitamento dà sollievo nell'immediato ma, nel tempo, tende a rafforzare la paura e a restringere gli spazi in cui ci si sente al sicuro.
Lo stress nasce in risposta a una richiesta esterna precisa (un periodo di lavoro intenso, un lutto, un trasloco) e tende a diminuire quando la richiesta cala. L'ansia può restare anche quando il motivo apparente è passato ed è accompagnata da un'attesa costante che qualcosa vada storto. Nella pratica i due piani si intrecciano spesso, ed è per questo che i sintomi si somigliano.
Vale la pena parlarne con un professionista se:
Se compaiono sintomi fisici nuovi o intensi, come dolore al petto, svenimenti o difficoltà respiratorie importanti, è giusto farli valutare prima dal medico o al pronto soccorso per escludere altre cause.
Nel mio orientamento psicoanalitico lacaniano l'ansia non è solo un sintomo da spegnere: è un segnale da ascoltare. Insieme cerchiamo di capire in quali momenti si accende, che cosa tocca nella tua storia e nelle tue relazioni, e che cosa ha bisogno di essere detto. Dare parola a ciò che la alimenta è spesso ciò che permette un cambiamento duraturo.
Ricevo nello studio di Massa, in Viale Democrazia 19 B, e online in videochiamata per chi vive a Carrara, in Versilia, a Sarzana, in Lunigiana o preferisce parlare da casa. Il primo colloquio dura circa 50 minuti ed è uno spazio per raccontare la tua situazione e capire insieme se e come proseguire, senza impegno.
Per approfondire: ansia e stress, ansia notturna e insonnia e ansia senza motivo che non passa.
Cuore accelerato, respiro corto, tensione muscolare, stomaco chiuso, insonnia, preoccupazione continua, irritabilità e difficoltà di concentrazione. Variano molto da persona a persona.
Sì. L'ansia può dare sintomi fisici intensi, ma è sempre prudente farli valutare dal medico per escludere altre cause prima di attribuirli all'ansia.
Quando dura da settimane, ti toglie energie, disturba il sonno o ti porta a evitare situazioni importanti per te. In questi casi è utile parlarne con uno psicologo.
Per approfondire, alcune fonti istituzionali:
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una valutazione clinica o il parere del medico.
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