Quando Andare dallo Psicologo: i Segnali che è il Momento di Chiedere Aiuto

Non serve aspettare di stare malissimo: alcuni segnali indicano che parlarne con un professionista può aiutare.

Di Dott.ssa Caterina Bordoni, psicologa iscritta all'Ordine degli Psicologi della Toscana (n. 8685) · Pubblicato il

Illustrazione a linea: un sentiero che porta a una porta aperta

In breve: non esiste una soglia di "gravità" da superare per andare dallo psicologo. È utile chiedere aiuto quando un malessere dura da settimane, quando ci si sente bloccati in una situazione che si ripete o quando qualcosa inizia a pesare sul lavoro, sulle relazioni o sul sonno. In caso di pensieri di farsi del male, invece, non bisogna aspettare: si chiama il 112 o ci si rivolge al pronto soccorso.

Molte persone pensano allo psicologo solo come ultima risorsa, quando "non ce la si fa più". In realtà chiedere aiuto prima che il malessere si radichi rende spesso il lavoro più semplice e il sollievo più rapido. Ecco alcuni segnali che vale la pena ascoltare.

8 segnali che è il momento di parlarne con qualcuno

  • 1. Un malessere che dura. Tristezza, ansia, irritabilità o apatia che non passano da settimane, nonostante i tentativi di "tirarsi su".
  • 2. Il corpo che parla. Insonnia, tensioni, disturbi gastrici o stanchezza persistenti, per cui il medico non trova una spiegazione organica.
  • 3. Situazioni che si ripetono. Le stesse dinamiche nelle relazioni, nel lavoro o in famiglia, che finiscono sempre allo stesso modo.
  • 4. Evitamento. Rinunciare a luoghi, persone o attività per paura di stare male.
  • 5. Un evento che ha cambiato tutto. Un lutto, una separazione, una diagnosi, un trasferimento, la perdita del lavoro.
  • 6. Difficoltà a funzionare. Fatica a concentrarsi, a studiare, a lavorare, a occuparsi di sé o degli altri.
  • 7. Uso di "anestetici". Ricorrere sempre più spesso ad alcol, cibo, acquisti, gioco o schermi per non pensare.
  • 8. La sensazione di non riconoscersi più. Sentirsi lontani da ciò che si desiderava, o non sapere più cosa si desidera.

I dubbi che fanno rimandare

«Il mio problema non è abbastanza grave.» Non serve una diagnosi per chiedere un colloquio. Se qualcosa ti fa soffrire, è una ragione sufficiente.

«Dovrei farcela da solo.» Chiedere aiuto non è un segno di debolezza: è un modo per prendersi cura di sé, come si farebbe con un problema fisico.

«Non saprei cosa dire.» Non serve prepararsi. Nel primo colloquio si parte da ciò che ti ha spinto a chiamare. Puoi leggere come funziona nell'articolo sul primo colloquio.

«Ho paura di essere giudicato.» Lo spazio dei colloqui è riservato e non giudicante, e lo psicologo è tenuto al segreto professionale.

Quando non bisogna aspettare

Se compaiono pensieri di farsi del male o di togliersi la vita, se c'è un rischio per sé o per altri, o se ci si trova in una situazione di violenza, è necessario chiedere aiuto subito:

  • 112 in caso di emergenza;
  • il pronto soccorso più vicino;
  • il proprio medico di base;
  • il 1522, numero gratuito antiviolenza e stalking, attivo 24 ore su 24.

Come fare il primo passo

Puoi chiamare o scrivere al 347 838 5853 per concordare un primo colloquio conoscitivo, in studio a Massa (Via Democrazia 19 B) o online. Il primo incontro dura circa 50 minuti e non ti impegna a proseguire: serve a capire insieme se e come iniziare un percorso.

Se hai dubbi su quale professionista sia più adatto alla tua situazione, può esserti utile l'articolo sulle differenze tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra. Trovi tutte le aree di cui mi occupo nella pagina Aree di intervento.

Parliamone

Prenota un primo colloquio in studio a Massa o in videochiamata.