Perché il corpo risponde con vertigini e paura nei luoghi pubblici e come ritrovare la libertà di muoversi.
Di Dott.ssa Caterina Bordoni, psicologa iscritta all'Ordine degli Psicologi della Toscana (n. 8685) · Pubblicato il · Aggiornato il

In breve: la paura di svenire in un supermercato, in coda o tra la folla è un'esperienza frequente in chi soffre d'ansia e di attacchi di panico. Spesso è legata all'iperventilazione e alla paura di non poter uscire o ricevere aiuto. Quando porta a evitare luoghi e situazioni, si parla di agorafobia: è il segnale che conviene chiedere aiuto, dopo aver escluso con il medico eventuali cause organiche.
Capita all'improvviso, tra le corsie di un supermercato, in fila alla posta, in un centro commerciale affollato o a un concerto: la testa sembra vuota, le gambe diventano molli e affiora il terrore di crollare a terra davanti a tutti. Spesso la sensazione passa appena si esce all'aperto, ma lascia una domanda: «E se la prossima volta svengo davvero?»
Il termine agorafobia viene spesso inteso come "paura degli spazi aperti", ma il suo significato è più ampio. Indica la paura di trovarsi in situazioni da cui sarebbe difficile allontanarsi, o in cui si teme di non poter ricevere aiuto se si stesse male: luoghi affollati, file, mezzi pubblici, negozi, ma anche uscire di casa da soli. Può comparire insieme agli attacchi di panico oppure in modo autonomo.
Il tratto che la caratterizza di più è l'evitamento: si iniziano a scegliere orari "vuoti" per fare la spesa, ci si fa accompagnare, si rinuncia a situazioni prima normali. Il mondo, poco a poco, si restringe.
Quando l'ansia sale, molte persone respirano in modo rapido e superficiale senza accorgersene. L'iperventilazione modifica l'equilibrio dei gas nel sangue e può dare formicolii, testa leggera, vista annebbiata e senso di instabilità. È una sensazione reale e molto sgradevole, che viene facilmente interpretata come un "calo di pressione" o un malore imminente.
Detto questo, capogiri e senso di svenimento possono avere anche cause mediche. Se compaiono per la prima volta, se sei effettivamente svenuto o se si accompagnano ad altri sintomi, è importante parlarne con il medico di base. Un percorso psicologico e una valutazione medica non si escludono: spesso si completano.
Nell'orientamento psicoanalitico lacaniano lo sguardo ha un posto centrale. Molte persone raccontano che la paura non è tanto quella di stare male, ma di stare male davanti a tutti: di essere viste cedere, di diventare il centro dell'attenzione nel momento di massima fragilità. Lo svenimento temuto può allora rappresentare il cedimento di un equilibrio che, altrove nella vita, si sta tenendo in piedi con grande fatica.
Non esiste una spiegazione valida per tutti: il lavoro dei colloqui consiste proprio nel ricostruire che cosa, per quella persona, si è legato a quei luoghi e a quel timore.
Nei colloqui individuali ad orientamento psicoanalitico lacaniano lavoriamo per rimettere in parola l'angoscia che finora si è espressa attraverso il corpo, così da poter tornare a frequentare gli spazi della vita quotidiana. Ricevo nello studio di Massa, in Viale Democrazia 19 B, e online in videochiamata: per chi in questo momento fa fatica anche solo a uscire di casa, iniziare online può essere un primo passo concreto.
Per approfondire: attacchi di panico, ansia e stress e cosa fare durante un attacco di panico.
Per approfondire, alcune fonti istituzionali:
Altre guide: fobie specifiche, paura di tutto e angoscia.
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